Intelligenza Artificiale e mediazione: quali sfide e quali vantaggi?

Gianfranco Mulas

Nel mondo in continua evoluzione, l’intelligenza artificiale (IA) si sta rapidamente affermando come un potente strumento per migliorare le performance nel mondo del lavoro. Come mediatore, mi sono chiesto quanto mi potesse tornare utile questa tecnologia innovativa e che tipo di vantaggi mi potesse offrire in una lite da pacificare.

In questo articolo farò una breve introduzione su come l’IA può essere utilizzata per potenziare il lavoro dei mediatori civili e migliorare il procedimento stesso. Infine, mi soffermerò con un caso pratico nel quale ho chiesto la collaborazione di questa preziosa alleata, l’IA.

Per iniziare, posso sicuramente affermare che l’IA può supportare i mediatori civili automatizzando le attività ripetitive e routinarie. Ad esempio, i sistemi di IA possono essere utilizzati per gestire la documentazione e la gestione dei casi, consentendo ai mediatori di concentrarsi maggiormente sull’aspetto umano della mediazione e sulla ricerca di soluzioni creative ai problemi.

Se volessi analizzare i dati statistici di casi simili capitati in passato? Partendo dal fatto che ogni mediazione è unica, possiamo anche affermare che un insieme di dati opportunamente estrapolati ed immessi in un sistema di IA sia in grado di fornire modelli e previsioni. Questo può essere estremamente utile per aiutare i mediatori a comprendere meglio le dinamiche dei casi e a formulare strategie di mediazione più efficaci. Gli algoritmi di IA possono fornire in tal modo supporto decisionale ai mediatori, suggerendo possibili soluzioni e opzioni di compromesso basate sui dati disponibili.

Un altro vantaggio che ho avuto modo di testare è la capacità di I.A. di promuovere soluzioni creative e innovative ai problemi. Gli algoritmi di IA possono generare una vasta gamma di opzioni di risoluzione basate sui dati disponibili, consentendo alle parti di esplorare alternative che potrebbero non essere state considerate altrimenti. Questo può portare a soluzioni più soddisfacenti e durature, che rispettano gli interessi di tutte le parti coinvolte.

Adesso vorrei introdurre un caso pratico in cui ho sperimentato l’utilizzo dell’IA, ma prima è doveroso descrivere il contesto in cui andavo a mediare insieme a una collega.

Il contesto situazionale in cui andavamo a interagire era quello delle relazioni familiari, dove spesso si nascondono tensioni e conflitti che possono minare il legame tra i membri della famiglia. Tra i momenti più delicati e dolorosi si annoverano le dispute relative alla divisione dei beni in seguito alla perdita dei genitori. Queste situazioni, cariche di emotività e stress, possono mettere alla prova anche i legami più saldi.

Immaginiamo quindi la storia di Alice e Laura, due sorelle che si trovano a dover affrontare una lite legale per la divisione dei beni di famiglia dopo la scomparsa dei genitori. Inizialmente, la situazione sembrava senza speranza: il dolore della perdita si era trasformato in rabbia e risentimento, e le due sorelle sembravano incapaci di trovare un terreno comune su cui costruire una soluzione. Tuttavia, ciò che sembrava una strada senza uscita è stato trasformato in un percorso verso la riconciliazione e la risoluzione grazie al supporto dei mediatori coadiuvati dall’IA.

Dopo ogni sessione di mediazione, interrogavo l’IA per sviluppare strategie personalizzate per Alice e Laura. Inizialmente, ho provato a guidare l’IA facilitando l’identificazione dei punti chiave di conflitto, ma poi mi sono reso conto che si portava un passo avanti elencando le possibili soluzioni di accordo. Ho preferito adottare quindi un approccio olistico, integrando l’analisi dei dati forniti dall’IA con la mia comprensione delle dinamiche emotive e relazionali delle due sorelle.

In particolare, l’IA mi ha aiutato nell’individuare aree di compromesso potenziali e mi ha suggerito soluzioni creative che rispettassero gli interessi di entrambe le parti. Questo approccio ha permesso ad Alice e Laura di esplorare opzioni di risoluzione al di là della mera divisione dei beni, incoraggiandole a considerare il quadro più ampio delle loro relazioni familiari e dei loro obiettivi futuri.

Attraverso una combinazione di empatia umana e analisi dati forniti da IA, i mediatori hanno guidato le sorelle verso un accordo che rifletteva le loro priorità e i loro desideri, promuovendo una soluzione che andava oltre la mera divisione dei beni e che ristabiliva il legame familiare.

Alla fine del procedimento, Alice e Laura hanno trovato un accordo che non solo soddisfaceva le loro esigenze pratiche, ma che rafforzava anche il loro legame come sorelle. Grazie alla combinazione di sensibilità umana e potenza tecnologica fornita dal mediatore e dall’IA, le due sorelle hanno superato le loro divergenze e hanno trovato una via verso la riconciliazione.

La storia di Alice e Laura è solo un esempio del potenziale trasformativo della mediazione assistita dall’IA. Attraverso una collaborazione sinergica tra il mediatore umano e l’IA, è possibile promuovere una risoluzione dei conflitti più efficace e soddisfacente, preservando al contempo i legami familiari e promuovendo la crescita personale e la riconciliazione.

Tuttavia, è importante sottolineare che l’IA non sostituirà mai completamente il ruolo umano del mediatore nella mediazione civile. Sebbene l’IA possa fornire strumenti e risorse preziose, è il mediatore umano che porta esperienza, empatia e comprensione alle sessioni di mediazione. Il mediatore può utilizzare l’IA come un complemento alle proprie abilità, sfruttando il potenziale dell’IA in modo responsabile e collaborativo, integrando l’analisi dei dati e le soluzioni proposte dall’IA con la propria conoscenza del contesto e delle dinamiche relazionali in gioco, possiamo quindi creare un futuro in cui la mediazione diventa ancora più efficace.

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